L'Aspromonte:
All'estremo sud della Penisola italiana, in provincia di Reggio Calabria,
Il Parco Nazionale d'Aspromonte si affaccia a nord sul mar Tirreno,
ad est sulle Serre catanzaresi, a sud sul mar Ionio, ad ovest sullo
Stretto di Messina.
Per alcuni, il termine Aspromonte si riferisce all'asperità dei
luoghi. Secondo altri l'origine dello stesso deriva dal greco bizantino
aspròs, cioè bianco, il colore dei calanchi che si affacciano
sul mar Ionio.
Le
montagne dell'Aspromonte nacquero insieme alle Alpi, circa duecentomilioni
di anni fa. Il paesaggio fu modificato più volte nelle epoche
successive, fino a che l'Africa cominciò ad avanzare verso la
zolla europea, portando alla riduzione delle acque e alla fuoriuscita
dai flutti della catena alpina, della quale l'Aspromonte e le altre
catene montuose della Calabria rappresentano la punta più avanzata.
Dal punto di vista geologico e geomorfologico, l'Aspromonte ha un nucleo
centrale di gneiss, talvolta granitiferi. Assomiglia a un imponente
cono vulcanico solcato, sul versante meridionale da profonde valli fluviali
che scendono ripide verso la costa, sul versante settentrionale è
invece caratterizzato dai cosiddetti piani o campi che degradano dolcemente
verso il mare. La cima più elevata è il Montalto (1956
mt. s.l.m.).
La flora aspromontana presenta sul versante ionico la macchia mediterranea
(erica, mirto, lentisco, fillirea, cisto, euforbia, oleandro, tamerice,
vari tipi di ginestra, ecc.), presente fino a quota 800/900 mt. s.l.m.,
dove lascia il posto a fitti boschi misti di castagno, pioppo tremolo,
leccio e varie specie di querce.
A quote più elevate troviamo le estese foreste costituite in
massima parte da conformazioni di faggio, abete bianco e pino laricio.
Sul versante tirrenico, caratterizzato da un clima più umido,
la macchia mediterranea è sostituita da vere e proprie foreste
di ulivi secolari e da agrumeti.
Inoltre, le ricchissime e colorate fioriture invernali e primaverili
comprendono tra le varie tipologie di fiori, le viole, i narcisi, le
margherite, le calendule, i crocus, gli asfodeli, i nontiscordardime,
peonie, oltre ad una vasta varietà di orchidee.
Per quanto riguarda la fauna aspromontana, è ormai certa la presenza
del lupo appenninico; del gatto selvatico (avvistato da Naturaliter
nel giugno 2000, lungo la strada che dai Campi di Bova scende verso
Roghudi vecchio); il driomio, una specie particolare di topo quercino;
dell'ululone dal ventre giallo; del ghiro, dello scoiattolo meridionale,
dalla inconfondibile livrea nera; della salamandra pezzata e della salamandrina
dagli occhiali. Nei fiumi d'alta quota è presente la trota fario.
Tra gli uccelli: il passaggio migratorio sullo Stretto di Messina nei
mesi di maggio/giugno del falco pecchiaiolo; l'aquila del Bonelli ,
(avvistata da Naturaliter nel giugno 2000, lungo la fiumara Bonamico),
la poiana, frequente ovunque come il gheppio; lo sparviero, l'albanella
e il lanario (avvistato da Naturaliter nel dicembre 2000 a Roghudi vecchio;
il gufo reale, la civetta, il cucolo, l'assiolo, il barbagianni, l'allocco;
la coturnice, il merlo acquaiolo, il picchio nero, la ghiandaia, l'upupa.
Il
parco nazionale dell'Aspromonte è stato istituito il 14 gennaio
del 1994, con un Decreto del Presidente della Repubblica Italiana.
Il territorio protetto è di 76.000 ettari, appartenente a 37
Comuni della Provincia di Reggio di Calabria. La sede dell'ente è
a Gambarie d'Aspromonte frazione di Santo Stefano d'Aspromonte (RC).
Di particolare interesse sono:
Il
Montalto, 1956 mt. di altitudine, cima più elevata ricoperta
da faggi, da dove è possibile ammirare un panorama a 180°:
lo Stretto di Messina, l'Etna, le isole Eolie, il mar Tirreno e il mar
Ionio, la dorsale appenninica.
Le fiumare: fenomeno idrogeologico che l'Aspromonte condivide soltanto
con il deserto di Gobi in Mongolia; ampi corsi d'acqua ghiaiosi, che
nelle notti di luna piena diventano fosforescenti.
Le cascate: di Maesano, dell'Aposcipo, Forgiarelle, Amendolea, Mundu
e Galasia, e numerosissime cascatelle spettacolari e selvagge; strette
gole fluviali (Furria, La Verde, Spasola) dalle pareti alte anche 100
mt.; laghi naturali (lago Costantino); monumenti naturali rappresentati
da suggestivi monoliti /Pietra Cappa, Pietra Lunga, Pietra Castello,
Rocche di San Pietro, Rocca del Drago e le Caldaie del Latte).
I paesi fantasma, abbandonati o semi abbandonati in seguito alle alluvioni
del 1951 e 1971 come: Africo vecchio, Casalinuovo, Roghudi vecchio,
Pentadattilo, Chorio di Roghudi, Ferruzzano.
I siti di interesse storico architettonico come: Gerace, San Giorgio
Morgeto, Bova, Palizzi, Mammola, San Lorenzo, Antonimia, il centro storico
di San Luca, Staiti.
Importante
è poi la presenza dei Greci di Calabria dell'Area Grecanica,
così come, dal punto di vista religioso, meta di incessanti pellegrinaggi
(anche dalla Sicilia), è il Santuario di Polsi, sede di un culto
mariano.
Dal punto di vista economico, l'Aspromonte presenta un paesaggio agricolo
assai vario, composto di vasti uliveti, dai quali si ricava un ottimo
olio extra vergine d'oliva, e i vasti appezzamenti sul versante tirrenico
coltivati ad agrumi quali arance, mandarini, limoni e varie piante da
frutto e della vite, soprattutto il bergamotto.
Il
bergamotto (citrus bergamia), è un agrume simile al limone per
colore ed all'arancio per la forma. L'origine è incerta. Si ritiene
che esso derivi da mutazione spontanea dell'arancio amaro. L'unico luogo
al mondo dove esso fruttifica ottimamente è la fascia costiera
compresa tra la città di Reggio Calabria e la Locride. Il frutto
matura in inverno e da esso si estrae un preziosissimo olio essenziale
impiegato in particolare in profumeria e cosmetica. Da qualche decennio,
il suo impiego è stato ampliato anche al settore dell'industria
farmaceutica per il suo
potere antisettico ed antibatterico, nonché in quello alimentare
e dolciario come aromatizzante di liquori, the, caramelle e canditi.
La
Gastronomia è assai varia, con diverse tradizioni
culinarie, che si mantengono autentiche; rimane in uso una cucina a
base di fritture: caratteristica è l'alatucia (cotiche) assieme
alle uova; la "curcudia" una sorta di polenta aspromontana.
La carne è soprattutto quella di capra, una delle migliori specialità
di questi luoghi, e squisita è la capra alla "pecurara",
che soprattutto gli uomini sono abili a cucinare (si cucina anche la
carne suina e bovina). Rinomata è la produzione di ricotta e
formaggi secondo i sistemi più antichi. Assai gustosa è
la pasta fatta in casa detta "maccarruni", lavorata a mano
dalle donne con rametti di erba chiamati mazzuni o cannici che servono
a fare il buco che li rende sottili: sono una delizia con il sugo di
capra e la ricotta salata.
Tra le conserve gustosi i pomodori e la varietà di olive sott'olio;
e i vari tipi di insaccati come il capicollo e la suppizzata da gustare
col pane di grano fatto in casa. Da citare anche le gustosissime parmigiana
di melanzane e peperonata. Tra i dolci i petrali e le zeppole (natale);
le aggùte e i cuddhuraci (pasqua); i sciaruni fatti con pasta
di sfoglia, ricotta e uova; i vari tipi di pitte e i scaddateddhi. Gustosi
sono
i fichi secchi preparati con noci di mandorle; le more di gelso e le
costee (pere essiccate).
Tra
i vini, il Cuvertà ed il Palazzi, pur non essendo dei vini Doc,
sono assai pregiati; il Mantonico e il Vino Greco di Bianco da dessert
invece, sono dei vini Doc. Sviluppata è inoltre la produzione
di vari
tipi di liquori fatti in casa (limoncello, mix di agrumi, nocini, etc..).
infine l'olio, molto pregiato, con la presenza di secolari uliveti e
numerosissimi frantoi, antichi e moderni.
Nel
settore dell'Artigianato, le donne si dedicano tuttora alla tessitura,con
cui realizzano lenzuola, strofinacci per la cucina, tovaglie da tavola;
particolare cura viene dedicata alla lavorazione di artistiche coperte
e tappeti, le pezzare (tipiche della zona di Samo), dalle vivaci policromie
dai chiari richiami bizantini (a Gerace, in particolare, si producono
pizzi e merletti). L'attività della tessitura al telaio nell'Area
Grecanica era d'uso tradizionale la lavorazione del lino, della canapa,
della seta, della lana e della ginestra. Importante è anche la
produzione di oggetti in legno, caratteristici dell'Area Grecanica,
e
legati all'economia rurale dei pastori aspromontani che, durante la
loro giornata, impiegavano i murcasi, timbri per dolci, ed altri utensili
come cucchiai, forchettoni e bastoni, lavorati tuttora. Rilevante è
anche la produzione di pipe, realizzate con la pregiata erica arborea
calabrese, che vengono "stagionate" anche per 10 anni. Ma
è importante anche la lavorazione e decorazione della ceramica
con i famosi maestri vasai dei centri di Gerace (versante Ionico) e
Seminara (Piana di Gioia Tauro), dove si realizzano anche anfore di
tipo greco o romano, e le caratteristiche bottiglie antropomorfe, che
sono considerate dei portafortuna...